Il pino marittimo (pinus pinaster) è un albero sempreverde della famiglia delle Pinaceae.
Le Pinacee (Pinaceae) sono una famiglia di alberi che hanno in comune il fatto che le foglie sono aghiformi. Solitamente sono sempreverdi. Fanno eccezione i larici.
Etimologia – Pinus, nome usato da Virgilio (Egl. VII, 65). Dal greco pinus nome dato da Teofrasto al pino selvatico. Probabilmente deriva dal celtico pen = testa, allusione alla disposizione dei rami in testa rotonda.
Albero sempreverde, alto fino a 30 m, mediamente longevo (200-250 anni), molto resinoso, con fusto eretto, slanciato, chioma conica da giovane, più appiattita e densa e irregolarmente ombrelliforme da adulta. Ha una bella chioma che si apre in una suggestiva colorazione verde scura. Essa è maggiormente espansa verso la cima, mentre nella parte inferiore dell'albero si presenta più rada.
La corteccia è spessa e profondamente fessurata in placche irregolari, di colore grigio chiaro da giovane; negli alberi con un età avanzata è molto apprezzato l'effetto di colore che si crea sulla corteccia, dove vanno a mischiarsi in modo armonioso le tonalità marrone, rosso e porpora.
L’apparato radicale espanso e superficiale, crea spesso problemi di sollevamento del terreno o dei manufatti circostanti. Le foglie sono lineari, aghiformi, verdi, talvolta tendenti al glauco, lunghe 18-21 cm e larghe 2 mm, acute, pungenti, rigide, col margine finemente dentellato, robustissime, riunite da una guaina a gruppi di 2 e attraversate da canali resiniferi completamente circondati da tessuto clorofilliano; gli stomi sono ben evidenti; i germogli invernali non sono resinosi.
I fiori meglio indicati come sporofilli, maturano in aprile-maggio.
Macrosporofilli: a grappolo e rossastri, divisi sulla stessa pianta da quelli maschili.
Microsporofilli: sono riuniti in grossi grappoli, di colore giallo dorato.
Gli strobili, detti anche pigne, sono grandi, di forma ovale-conica e simmetrica, lunghi da 7 a 20 cm e larghi da 4 a 6 cm. Sono molto più stretti e conici rispetto al pino domestico. Contengono dei piccoli semi scuri muniti di ala.
In Italia la specie è di dubbio indigenato ed è considerata quindi criptogenica (di cui si ignora la genesi; che ha origine sconosciuta); sebbene in molti ambienti appaia come spontanea, è stata introdotta in molti luoghi dall'uomo in età storica. Preferisce stazioni di collina o anche di bassa montagna rispetto alle pianure.
Si tratta di una specie coltivata soprattutto per la produzione di resina vegetale.